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06/06/2013

Il Consiglio provinciale ha adottato il Piano territoriale provinciale

Con venticinque voti favorevoli, un astenuto (Giacomo Porrovecchio, Sinistra Indipendente) e due contrari (Antonio Tomarchio e Giuseppe Branciforte Sinistra Indipendente), il Consiglio provinciale ha adottato lo schema di delibera relativo al Piano territoriale provinciale (Ptp). Una documento importante, atteso da oltre 15 anni, che servirà da guida per la trasformazione di un’area ad elevato potenziale, ma ancora contrassegnata da criticità che ne hanno impedito un equilibrato sviluppo.  
“Oggi è stata scritta una pagina storica per il Consiglio provinciale che grazie all’adozione del documento ha dimostrato grande serietà e impegno nei confronti delle comunità amministrate – ha affermato il commissario straordinario della Provincia, Antonella Liotta –. Non chiudere questo processo avrebbe significato rincorrere l’evoluzione di un contesto che ormai in un sistema globalizzato è frenetico e veloce. Per il suo valore strategico penso che probabilmente anche i nuovi scenari istituzionali che si delineeranno non possono non tenere conto di questi studi. Tra l’altro nel documento già si evidenzia la prospettiva dell’area metropolitana e il centrismo rispetto alle aree periferiche della provincia”. Il commissario ha, inoltre, ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla stesura del documento, dall’Ufficio del Piano, ai professionisti esterni, all’ingegnere capo.   
L’efficacia del Piano territoriale risiede nella capacità di interpretare correttamente i valori culturali, economici e sociali propri del territorio provinciale, valorizzandoli quali vantaggi competitivi specifici.
Il Ptp si configura come un Piano d’area vasta, di livello intermedio non invasivo delle competenze comunali e ha la funzione di risolvere i problemi di localizzazione delle attrezzature di rilevanza sovracomunale; individuare gli indirizzi generali di assetto del territorio attraverso le principali vie di comunicazione, da perseguire mediante una flessibile politica territoriale della provincia e dei Comuni; recepire le direttive o le prescrizioni dei piani settoriali regionali; coordinare le azioni prefigurate dai nuovi programmi di politica economica, dai piani settoriali provinciali e dai piani urbanistici di livello inferiore, indicare i sistemi dei servizi, le infrastrutture, i parchi, le riserve naturali e le altre opere pubbliche sovra comunali; determinare le prescrizioni e i vincoli prevalenti nei confronti di altri piani del territorio provinciale e di piani di livello inferiore.
“Sono soddisfatto del risultato ottenuto dal Consiglio provinciale, che finalmente è riuscito a concludere un iter avviato da oltre 15 anni – ha affermato il presidente del Consiglio, Giovanni Leonardi -. E’ stato un lavoro faticoso e articolato perché abbiamo lavorato di concerto con i tecnici dell’Ente e professionisti esterni, organizzando consigli itineranti con gli amministratori dei Comuni delle tre macroaree (Calatino, Area metropolitana e Jonica-pedemontana) e le parti interessate, nell’intento di realizzare un elaborato che possa servire da guida per i prossimi anni, tenendo conto della difesa del suolo, della tutela e valorizzazione dell’ambiente, delle risorse idriche ed energetiche, della valorizzazione dei beni culturali, dei parchi e delle riserve naturali”.    
Sono intervenuti i consiglieri Antonio Tomarchio, Sergio Gruttadauria e Giacomo Porrovecchio.


Fanno parte del Piano territoriale provinciale le proposte di emendamento del consigliere provinciale Antonio Rizzo (votate in altra seduta):
Non potranno nascere nuovi ipermercati qualora ne esista già un altro nel raggio di 15 chilometri; i nuovi piani regolatori dovranno recuperare i centri storici prima di prevedere nuove aree di espansione; valorizzare le attività estrattive dimenticate dal Piano cave; sul vulcano non potranno nascere nuove attività se non in armonia con le regole del parco dell’Etna e nel rispetto dell’ambiente; i comuni dovranno prevedere nei regolamenti edilizi il recupero delle acque meteoriche per evitarne lo sversamento nelle strade;  favorire i collegamenti tra i Comuni con la realizzazione di piste ciclabili.


Il consigliere provinciale Giuseppe Castiglione si è detto soddisfatto per il raggiungimento della definizione del Piano e ha aggiunto “Sicuramente abbiamo contribuito a delineare le linee guida che permetteranno di migliorare la viabilità, l’ambiente e  la qualità della vita nell’interesse esclusivo delle comunità amministrate e delle nuove generazioni”.

Sinistra indipendente-MOV 139

1996-2013: dopo 17 anni di amministrazioni di centro destra la Provincia Regionale di Catania, alle soglie dello scioglimento, adotta il Piano Territoriale Provinciale.
Per 17 anni  si è discusso di mobilità interna, di sistemi integrati di mobilità, di mobilità dolce, di mobilità sostenibile, di valorizzazione del capitale turistico, di recupero e tutela ambientale e persino di marketing territoriale. Il tutto si è ovviamente  materializzato attraverso studi tecnici, consulenze e progettazioni di massima con l’impiego di notevoli risorse pubbliche.
Se da un lato uffici, consulenti, progettisti hanno discusso dentro la cornice imposta dalla visione politica del centro destra, dall’altro i cittadini sul territorio hanno vissuto una condizione di emergenza permanente con moltissime scuole fatiscenti, tante strade provinciali impraticabili, patrimonio immobiliare abbandonato, mancate valorizzazioni di beni culturali, scarsi risultati in ambito di tutela ambientale (la vicenda Siace docet) e persino bilanci in disordine!
È mancata una visione realmente ancorata ai bisogni e alle peculiarità del territorio che si vorrebbe compensare con l’adozione di un P.T.P. corredato da un parere del Genio Civile di fattibilità di massima che in fase attuativa richiederà la verifica puntuale delle compatibilità (delle previsioni di Piano) con le condizioni geomorfologiche del territorio e con i vincoli sovraordinati nonché ulteriori studi e indagini di dettaglio con univoca localizzazione degli interventi previsti.
Il nostro NO assume in questo contesto l’ennesimo atto di denuncia nei confronti di un ceto politico le cui responsabilità sono oramai evidenti ai cittadini.
Inciuci, trasformismi di vario genere e voti bipartisan  hanno rappresentato la peggiore politica degli ultimi anni la cui idea di “sviluppo” è fatta di probabili speculazioni ed interessi.
I Consiglieri Provinciali
Giuseppe Branciforte
Antonio Tomarchio
Giacomo Porrovecchio

 

Consiglio Provinciale

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