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TOSAP - Ricorso Reclamo

Fac simile istanza di reclamo mediazione

Per contestare in via giudiziale un atto impositivo (o un rifiuto, anche tacito, di rimborso) di valore fino a 50mila euro è necessario proporre prima il reclamo, che rappresenta un vero e proprio ricorso con cui si richiede all’ente impositore l’accoglimento dei motivi in esso riportati, prima di adire il giudice tributario. Successivamente alla notifica del reclamo, tra ente impositore e contribuente si svolge una fase che può consistere nell’esame della proposta di annullamento totale o parziale dell’atto, o nel tentativo di pervenire ad una mediazione che porterebbe ad un abbattimento della pretesa, con beneficio della riduzione delle sanzioni al 35% del minimo.
Nelle intenzioni del legislatore (articolo 17-bis del Dlgs 546/1992), dunque, il reclamo è un istituto deflattivo del contenzioso tributario volto ad anticipare, in via amministrativa, la risoluzione della lite.

Quali sono gli atti impugnabili mediante reclamo/mediazione?
Sono obbligatoriamente impugnabili mediante reclamo/mediazione gli atti emessi a decorrere dal 1° gennaio 2018 dall’agenzia delle Entrate e dalle altre Agenzie fiscali, nonché dagli enti locali e dall’agente della riscossione, di valore fino a 50mila euro. A titolo di esempio, sono dunque reclamabili gli avvisi di accertamento ai fini delle imposte dirette, Iva e Irap, gli avvisi di liquidazione e di rettifica di imposte d’atto, gli atti irrogativi di sanzioni, gli atti di accertamento di imposte e tributi locali, le cartelle di pagamento. Il reclamo è poi necessario anche per le liti di rimborso e, in particolare, sia nel caso di diniego espresso che in quello di silenzio rifiuto. Sono, infine, soggetti a reclamo anche gli atti di valore indeterminabile, come gli avvisi di classamento.

Il reclamo vale contestazioni di qualsiasi importo?
Per verificare se l’atto impositivo è atto reclamabile occorre verificare se il valore dell’importo del tributo, al netto degli interessi, delle sanzioni irrogate e degli eventuali contributi previdenziali supera o meno i 50mila euro. In caso di accertamenti che contengono la contestazione di violazioni rilevanti ai fini di più tributi, il valore della lite è dato dalla somma dei vari tributi richiesti, al netto delle sanzioni e degli interessi. In caso di liti relative esclusivamente a sanzioni, invece, l’importo della sanzione contestata. Infine, in caso di liti di rimborso, si deve fare riferimento all’imposta chiesta in restituzione, al netto degli interessi o altri accessori.

Quali sono i contenuti di una istanza di reclamo?
Il reclamo deve, a pena di inammissibilità, contenere le seguenti indicazioni: Commissione tributaria cui sarà diretto, generalità e dati del ricorrente e del suo legale rappresentante, ente nei cui confronti è proposto, atto impugnato, oggetto della domanda, motivi di diritto e di merito per cui si ritiene che la pretesa sia illegittima, valore della causa per delineare se l’atto rientra nella procedura di reclamo, casella Pec, numero di fax e altri dati del difensore, nonché la sua sottoscrizione. Oltre a ciò, il reclamo può contenere anche una motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione della pretesa. Infine, nelle conclusioni occorre inserire, in primo luogo, la richiesta rivolta al giudice di annullamento dell’atto, di condanna alle spese processuali e di restituzione delle somme versate per effetto della riscossione frazionata, nonché la domanda di reclamo/mediazione rivolta all’ente impositore o incaricato della riscossione.

Qual’è la procedura di presentazione dell’istanza di reclamo?
La notifica del reclamo/mediazione deve avvenire, insieme agli allegati richiamati, mediante ufficiale giudiziario, consegna diretta o spedizione a mezzo posta in plico con attestato di ricezione senza busta. Inoltre, la medesima notifica deve avvenire, a pena di decadenza, entro il termine contemplato per il ricorso ossia vale a dire entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento impugnato. A tale termine si applica l’eventuale sospensione feriale dei termini e/o la sospensione concessa in caso di accertamento con adesione. Qualora decorsi 90 giorni dalla notifica all’ente non si riesca a trovare un accordo o quando il reclamo non sia accolto in via amministrativa, il contribuente non deve formare un ulteriore ricorso, in quanto il reclamo stesso è già tale. Pertanto, senza alcuna aggiunta, il reclamo dovrà essere depositato presso la segreteria del giudice entro il termine perentorio di 30 giorni, insieme alla copia della ricevuta di spedizione/consegna del reclamo/mediazione, dell’atto reclamato, del certificato di pagamento del contributo unificato e della nota di iscrizione a ruolo.