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La Rete Museale della Città Metropolitana di Catania

Museo del Cinema

Museo del Cinema
Museo del Cinema
della Città Metropolotana di Catania
 

 
Il Museo
Logo Museo del cinema

Il Percorso Museale

Il percorso museale offre in sintesi un excursus storico dell’invenzione Cinema, della sua evoluzione tecnica, dei suoi sviluppi stilistici e formali.
La sala al piano terreno, ‘Luci ed Ombre’, raccoglie una collezione di proiettori e lampade, per lo più di provenienza francese, costruiti tra il 1915 e il 1964.
La sala al piano superiore presenta le scoperte che precedettero la prima proiezione cinematografica dei fratelli Lumière, a Parigi il 28 dicembre 1895.
Sempre al piano superiore è collocata un’installazione animata, opera dello scultore francese Patrice Ferrasse. Creata appositamente per questo museo, essa è una silloge, una memoria antologica ed affettuosa degli esperimenti, talvolta traballanti, profusi sui fenomeni movimento ed immagine in movimento.
 

Foto scultura animata

L’itinerario prosegue con i monitor che presentano, con la ‘Storia delle immagini’, i tentativi che l’uomo, inseguendo un’illusione di eternità, ha compiuto e reiterato in ogni epoca per riprodurre figure in movimento.
Segue il corridoio ‘Dalla creazione alla clonazione’, in cui si trova una rassegna delle macchine ottiche e degli strumenti che furono preludio tecnico del Cinema: prassinoscopio, taumatropio, kinetoscopio.
 

Foto prassinoscopio

La ‘Galleria dei Ritratti’ propone una serie di schermi al plasma che trasmettono interviste del giornalista Vincenzo Mollica, all’attrice Claudia Cardinale e a registi (Lina Wertmuller, Carlo Lizzani, Paolo e Vittorio Taviani). Il tema delle riflessioni è il rapporto con la Sicilia, intrecciato al ricordo dei film girati a Catania.
Alle pareti foto scattate sui set durante le riprese di film che intrattengono una relazione profonda con luoghi della nostra Isola e con la letteratura siciliana contemporanea: sono film di Rossellini, Visconti, Bolognini, Antonioni, Germi, Rosi. Alcune di esse provengono dall’Archivio Fotografico della Scuola Nazionale di Cinema-Cineteca Nazionale di Roma.
 

Locandina Il Bellantonio

Nel piccolo cinema della Sala Paradiso viene proiettato un filmato (15 minuti) consistente in un montaggio di alcune delle più celebri immagini da film, un omaggio nostalgico e affettuoso a inquadrature, sguardi e spezzoni divenuti parte dell’eredità culturale occidentale.
Raggruppa scene tratte dai seguenti film: 2001 Odissea nello spazio, 1968, Stanley Kubrick; L’arrivo di un treno nella stazione de La Ciotat, 1896, Louis Lumière; Viaggio nella Luna, 1902, Georges Méliès; Blade Runner, 1982, Ridley Scott; King Kong, 1933, Merian C. Cooper e Ernest B. Shoedsack; Matrix, 1999, Andy e Larry Wachowski; Superman III, 1983, Richard Lester; Un lupo mannaro americano a Londra, 1981, John Landis; Mary Poppins, 1964, Robert Stevenson; Ombre rosse, 1939, John Ford; Apocalypse Now, 1979, Francis Ford Coppola; Ben Hur, 1959, William Wyler; Intolerance, 1916, David Work Griffith; Braveheart, 1995, Mel Gibson; Totò a colori, 1952, Steno; Cantando sotto la pioggia,1952, Stanley Donen e Gene Kelly; Moulin Rouge, 2001, Baz Luhrman; A qualcuno piace caldo, 1959, William Wyler; Il violinista sul tetto, 1971, Norman Jewison; , 1963, Federico Fellini; “The Rice-Irvine Kiss”da The widow Jones, 1896, Thomas Alva Edison; Sunrise, 1927, Friederich Wilhelm Murnau; Casablanca, 1942, Michael Curtiz; La rosa tatuata, 1955, Daniel Mann; Il figlio dello sceicco, 1926, George Fitzmaurice; Senso, 1954, Luchino Visconti; Via col vento, 1939, Victor Fleming; Biancaneve e i sette nani, 1937, David Hand; E.T. l’extraterreste, 1982, Steven Spielberg; Ieri, oggi e domani, 1963, Vittorio De Sica; La rosa purpurea del Cairo, 1985, Woody Allen.
 

Locandina come sposare un milionario

Il percorso del Museo del Cinema perviene alla sezione più emozionante, costituita dalla ‘Casa del Cinema’, che ricostruisce un appartamento, con camere e ambienti dedicati al culto del mondo in celluloide. Nelle stanze di questa abitazione, gli arredi inglobano monitor su cui si avvicendano scene di film. Per quanto le sembianze della ‘Casa del Cinema’ siano realistiche, la sua atmosfera è straniata, astratta, metafisica.
Il visitatore è immerso in un clima coinvolgente e ludico. Dopo aver attraversato un ‘Cortile’, che riproduce fedelmente quello di uno stabile d’epoca, si entra in una ‘Sala da pranzo’ e in una ‘Cucina’, dove le stoviglie e gli elettrodomestici racchiudono monitor che proiettano spezzoni a tema gastronomico.
Le sequenze filmiche nella ‘Cucina’ sono tratte da: Kitchen, 1994, Yoshimitsu Morita; Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, 1989, Peter Greenaway; La presa del potere da parte di Luigi XIV, 1966, Roberto Rossellini; E la nave va, 1983, Federico Fellini; La febbre dell’oro, 1925, Charlie Chaplin; Il dormiglione, 1973, Woody Allen; Big Night, 1996, S. Tucci e C. Scott; Bianca, 1984, Nanni Moretti; Dillinger è morto, 1969, Marco Ferreri; Campo de’ Fiori, 1943, Mario Bonnard; Quei bravi ragazzi, 1990, Martin Scorsese; Una storia moderna: l’Ape Regina, 1963, Marco Ferreri; Mangiare, bere, uomo, donna, 1994, Ang Lee; Io e Annie, 1977, Woody Allen; I soliti ignoti, 1958, Mario Monicelli; Il postino suona sempre due volte, 1981, Bob Rafelson; Un americano a Roma, 1954, Steno; Chi sta bussando alla mia porta?, 1969, Martin Scorsese; Angelo, 1937, Ernst Lubitsch.
 

La finestra sul cortile

I piatti della tavola imbandita nella ‘Sala da pranzo’ sono piccoli monitor che proiettano sequenze di ambientazione conviviale tratte da: Miseria e nobiltà, 1954, Mario Mattoli; Don Giovanni, 1979, Joseph Losey; La febbre dell’oro, 1925, Charlie Chaplin; Vatel, 2000, Roland Joffè; La presa del potere da parte di Luigi XVI, 1966, Roberto Rossellini; C’eravamo tanto amati, 1974, Ettore Scola; Ladri di biciclette, 1948, Vittorio De Sica; Roma, 1972, Federico Fellini; American beauty, 1999, Sam Mendes; The Blues Brothers, 1979, John Landis; Hollywood party, 1968, Blake Edwards; Il fascino discreto della borghesia, 1972, Luis Bunuel; La grande abbuffata, 1973, Marco Ferreri; Tom Jones, 1963, Tony Richardson; Bianca, 1984, Nanni Moretti; Monty Python: Il senso della vita, 1983, Terry Jones.
 

Locandina Il Gigante

Spezzoni di film ambientati in ritrovi e caffè, sono trasmessi sui video del ‘Bar’. Il montaggio delle pellicole ha attinto da: Amici miei, 1975, Mario Monicelli; La bella di Roma, 1955, Luigi Comencini; Cocktail, 1988, Roger Donaldson; Il cacciatore, 1978, Michael Cimino; Sabato sera, domenica mattina, 1960, Karel Reisz; Il bandito della casbah, 1936, Julien Duvivier; Irma la dolce, 1963, Billy Wilder; Manhattan, 1979, Woody Allen; Casablanca, 1942, Michael Curtiz; Shining, 1980, Stanley Kubrick; Giorni perduti, 1945, Billy Wilder; Johnny Guitar, 1954, Nicholas Ray; Il cavaliere della valle solitaria, 1953, George Stevens; Fat City, 1972, John Huston; Arancia meccanica, 1971, Stanley Kubrick; Easy Rider, 1969, Dennis Hopper; Un dollaro d’onore, 1969, Howard Hawks; Per qualche dollaro in più, 1965, Sergio Leone; Caro diario, 1993, Nanni Moretti.
 

Locandina cabaret

Il monitor della ‘Biblioteca’ mostra sequenze di film ispirati alla letteratura e alla civiltà della parola e del testo scritto, come: Fahrenheit 451, 1966, François Truffaut; Il cielo sopra Berlino, 1987, Wim Wenders; Il nome della rosa, 1986, Jean-Jacques Annaud; La nona porta, 1999, Roman Polanski; Il grande sonno, 1946, Howard Hawks; 84 Charing Cross road, 1987, David Jones; Frankenstein junior, 1974, Mel Brooks; Harry Potter e la pietra filosofale, 2001, Chris Columbus; L’arcano incantatore, 1996, Pupi Avati; L’ultima tempesta, 1991, Peter Greenaway.
La Biblioteca ospita, inoltre, una collezione di cineprese, camere e proiettori degli anni ’20, ‘30, ’60 e ’70.
Sequenze di ambientazione mondana, ricevimenti, balli, conversazioni borghesi, sono presentati nel ‘Salotto’, arredato in modo provocatoriamente kitsch e con una grande cornice-schermo che proietta scene tratte da: Il massacro di Forte Apache, 1948, John Ford; Sentieri selvaggi, 1956, John Ford; Titanic, 1997, James Cameron; Romeo e Giulietta, 1968, Franco Zeffirelli; West Side Story, 1961, Robert Wise; Cantando sotto la pioggia, 1952, Stanley Donen e Gene Kelly; A qualcuno piace caldo, 1959, Billy Wilder; Un americano a Roma, 1954, Steno; Follie d’inverno, 1936, George Steven; Il Gattopardo, 1963, Luchino Visconti; L’età dell’innocenza, 1993, Martin Scorsese; Madame Bovary, 1991, Claude Chabrol; La dolce vita, 1960, Federico Fellini; Amadeus, 1984, Milos Forman; Underground, 1995, Emir Kusturica; Il Padrino parte III, 1990, Francis Ford Coppola.
 

Locandina Il Gattopardo

Lo ‘Studio’ è una stanza concepita come eco-calco dell’ufficio de Il Padrino di F. F. Coppola. Sulla scrivania si susseguono scene d’incontri malavitosi e segreti. Gli spezzoni proiettati sono tratti da: Il nome della legge, 1949, Pietro Germi; Salvatore Giuliano, 1962, Francesco Rosi; Cento giorni a Palermo, 1984, Giuseppe Ferrara; Il Gattopardo, 1963, Luchino Visconti; Mafioso, 1962, Alberto Lattuada, I cento passi, 2000, Marco Tullio Giordana; Giovanni Falcone, 1993, Giuseppe Ferrara; Il Padrino, 1972, Francis Ford Coppola.
 

Foto lanterna magica

Adiacente allo ‘Studio’, è un corridoio dove è conservata una raccolta di lanterne di proiezione francesi e austriache di fine ‘800 e una collezione di macchine fotografiche di epoche diverse.

 

La ‘Camera da letto’ propone spezzoni tratti da: Nosferatu il vampiro, 1922, Friederich W. Murnau; Apocalypse now, 1979, Francis Ford Coppola; Accadde in una notte, 1934, Frank Capra; Manhattan, 1979, Woody Allen; Mimì Metallurgico ferito nell’onore, 1972, Lina Wertmuller; Toro Scatenato, 1980, Martin Scorsese; , 1963, Federico Fellini; La signora della porta accanto, 1981, François Truffaut; Il Bell’Antonio, 1960, Mauro Bolognini; Eyes wide shut, 1999, Stanley Kubrick; Gangster story, 1967, Arthur Penn; Il Casanova di Federico Fellini, 1976, Federico Fellini; Divorzio all’italiana, 1961, Pietro Germi; L’aria del continente, 1938, Gennaro Righelli; Frankenstein junior, 1974, Mel Brooks.

 

Locandina amanti latini

Scene di “civetteria e vanità” e di “omicidi sanitari” (F. Confino) sono proiettate dai video de ‘Il Bagno’ con spezzoni tratti da: The big shave, 1967, Martin Scorsese; Lolita, 1962, Stanley Kubrick; Pulp Fiction, 1994, Quentin Tarantino; Il grande Lebowski, 1997, Joel Coen; Scarface, 1983, Brian De Palma; Tutti per uno, 1963, Richard Lester; Pretty woman, 1990, Garry Marshall; Spartacus, 1960, Stanley Kubrik; Ultimo tango a Parigi, 1972 Bernardo Bertolucci; Psyco, 1960 Alfred Hitchcock; Shining, 1980 Stanley Kubrick; Le verità nascoste, 2000, Robert Zemeckis; Il Buono, il Brutto il Cattivo, 1966, Sergio Leone; Il fantasma del palcoscenico, 1974, Brian De Palma.

Sequenze di inseguimenti metropolitani e di bravate automobilistiche sono proiettate dallo schermo del ‘Garage’. Il montaggio si è avvalso dei seguenti film: Bullit, 1968, Peter Yates; Il braccio violento della legge, 1971, William Friedkin; The girl and her trust, 1912, David W. Griffith; La palla n. 13, 1924, Buster Keaton; Goldneye, 1995, Martin Campbell; Terminator 2, 1991, James Cameron; The fast and the furious, 2001, Rob Cohen; Ben Hur, 1959, Willy Wyler; Mission Impossibile 2, 2000, John Woo; Intrigo internazionale, 1959, Alfred Hitchcock; Point break, 1991, Kathryn Bigelow; The Blues Brothers, 1980, John Landis.

Tutto il Museo si connota, infine, per una ricca collezione di locandine d’epoca (150 circa) molte delle quali dotate di pregio documentario e storico-artistico.
 

 
 
  1. La Rete Museale